
Distributions, expectation, variance, and covariance
Random variables, probability distributions, and the three fundamental statistics.
What you will learn
- Calcolare aspettativa, varianza e covarianza di una metrica dai dati osservati
- Normalizzare la covarianza in correlazione per confrontare coppie su scale diverse
- Leggere media e dispersione insieme prima di confrontare segmenti di numerosità diversa
Distributions, expectation, variance, and covariance
Questa lezione vive nel binario ml-tabellare, e il punto di partenza è una tabella di campagne. Due campagne con la stessa conversion rate media: la prima produce risultati stabili ogni settimana, la seconda alterna picchi, crolli e segmenti instabili. Se guardi solo la media sembrano equivalenti. Se guardi distribuzione, varianza e covarianza, una è una leva affidabile e l’altra è un rischio operativo.
Che cosa raccontano i tre numeri
Aspettativa, varianza e covarianza descrivono dove si concentra una metrica, quanto oscilla e con quali altre metriche si muove insieme.
Come si calcolano, in ordine
- Descrivi la metrica come variabile aleatoria e stimane la distribuzione dai dati osservati.
- Calcola l’aspettativa
E[X]come media pesata dei valori possibili. - Calcola la varianza
Var(X) = E[(X − E[X])²]per misurare la dispersione intorno al centro. - Calcola la covarianza
Cov(X,Y) = E[(X − EX)(Y − EY)]per vedere se due metriche si muovono insieme. - Normalizza la covarianza nella correlazione
ρ = Cov(X,Y) / (σX·σY), compresa tra−1e1. - Leggi i tre numeri insieme prima di decidere, perché la media da sola nasconde stabilità e rischio.
Variabili aleatorie e distribuzioni
Nel data analytics ogni metrica che misuriamo è, in essenza, una variabile aleatoria. Il tempo di ascolto di un utente Spotify, il valore di un ordine su Zalando o il numero di click su un annuncio non sono valori fissi. Sono realizzazioni di un processo che contiene un elemento di casualità. Una variabile aleatoria, formalmente, è una funzione che mappa gli esiti di un esperimento, per esempio un utente che apre l’app, a un valore numerico, per esempio i minuti di ascolto. La sua distribuzione di probabilità è la regola che descrive con quale probabilità la variabile assume ciascun valore possibile.
Aspettativa, varianza e covarianza sono i tre modi in cui leggiamo quella distribuzione. L’aspettativa dice dove si concentra il valore tipico. La varianza dice quanto i valori si disperdono intorno a quel centro. La covarianza dice se due variabili tendono a muoversi insieme o in direzioni opposte. Sono tre domande diverse sulla stessa metrica. Rispondere solo alla prima è il modo più rapido per prendere una decisione sbagliata.
Dalla covarianza alla correlazione
La covarianza dipende dalle unità di misura. Non puoi confrontare direttamente la covarianza tra spesa e tempo con quella tra click e ricavo. La correlazione risolve il problema normalizzando per le deviazioni standard: è sempre compresa tra −1 e 1 e indica forza e verso della relazione lineare. Resta però una misura di associazione lineare, non una prova di causalità.
Verdetto: riporta sempre media e dispersione insieme e usa la correlazione quando confronti coppie su scale diverse, la covarianza quando la scala ha un significato operativo.
Campionamento e legge dei grandi numeri
Aspettativa e varianza vere non si osservano mai: si stimano da un campione e la stima ha un errore che decresce con la radice di n. Con 100 osservazioni l’errore standard della media è un decimo della deviazione standard, con 10.000 è un centesimo. Confrontare la media di un segmento da 50 utenti con quella di un segmento da 50.000 senza intervalli è quindi un errore operativo. La prima è un’indicazione rumorosa, la seconda una misura. Verdetto: prima di decidere su una media, chiedi sempre n e dispersione, e diffida di ogni confronto tra campioni di ordini di grandezza diversi.
Markowitz: il rischio che si compensa
Nel 1952 Harry Markowitz pubblicò “Portfolio Selection”, mostrando che il rischio di un portafoglio non dipende solo dalle varianze dei singoli titoli ma dalla covarianza tra i loro rendimenti. Combinare asset poco correlati tra loro riduce la varianza complessiva a parità di rendimento atteso: la diversificazione funziona perché le oscillazioni si compensano. Il lavoro fondò la moderna teoria del portafoglio e valse a Markowitz il premio Nobel per l’economia nel 1990.
Domande per chiudere la lezione
- Quando due campagne con la stessa media richiedono decisioni opposte?
- Cosa ti dice la covarianza che due varianze separate non dicono?
- Come distingui una correlazione utile da una coincidenza su campioni piccoli?
- Quale controllo fai prima di confrontare varianze tra segmenti diversi?
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Questi collegamenti portano la lezione dentro il resto del corso: basi da riprendere, passaggi successivi e connessioni tematiche tra moduli.