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OKR and KPI: from metrics to objectives - official lesson image on GinnyTech, created by AD

OKRs and KPIs: from metrics to goals

How to translate data into measurable objectives (OKRs) and key performance indicators (KPIs).

AD
Created byAndrii Dyshkantiuk
Lesson 25 / 236Level: AdvancedDuration: 22 minPrerequisites: 1

What you will learn

  • Understand the analytical problem and the decision-making context
  • Apply examples, metrics, and controls to real cases

import pandas as pd

OKRs and KPIs: from metrics to goals

Un team può avere KPI perfetti e obiettivi confusi, oppure OKR ambiziosi senza metriche capaci di guidare il lavoro. Questa lezione chiarisce come collegare direzione strategica, indicatori operativi e responsabilità di decisione. Appartiene alla categoria Decisione: il punto non è accumulare definizioni, ma capire quale scelta cambia quando il dato diventa più affidabile.

Il problema che la lezione risolve

Conoscere OKR e KPI in astratto non serve. Il problema vero è decidere cosa fare quando il team ha dati incompleti, metriche ambigue o vincoli tecnici che rendono fragile la lettura del fenomeno. Una lezione utile separa il segnale dal rumore, dice quale baseline usare e indica quale azione diventa più difendibile dopo l’analisi.

Leggi questa lezione come un allineamento tra ambizione e misura. Un buon KPI non è solo misurabile: orienta il comportamento senza creare incentivi perversi. Prima di iniziare conviene fissare tre cose: quale decisione rende utile il concetto, quale conflitto tra team o metriche dovrai anticipare, e con quale frase lo spiegheresti in riunione.

Una sequenza di lavoro

Per non trasformare una nozione tecnica in un rituale vuoto, conviene seguire una sequenza che renda visibile il costo di una scelta sbagliata a ogni passaggio.

StepQuestion to askExpected output
DecisionChe cosa cambia se capiamo meglio obiettivi e indicatori?Scelta esplicita
SignalQuale dato osservabile riduce l’incertezza?Metrica o evento
BaselineRispetto a cosa interpretiamo il risultato?Credible comparison
VincoloChe cosa può falsare la lettura?Assunzione da dichiarare
ActionQuale passo operativo segue?Raccomandazione controllabile

La prima domanda da fare resta quale decisione dovrà essere presa grazie all’analisi. Una dashboard, una query o un set di OKR hanno valore solo se riducono incertezza decisionale. Se non cambiano una scelta, restano documentazione o teatro analitico.

OKR e KPI a confronto

OKR e KPI rispondono a domande diverse e non vanno confusi. Gli OKR servono a guidare il cambiamento verso un obiettivo ambizioso, i KPI a monitorare lo stato di salute del business.

OKRKPI
PurposeDrive change toward an ambitious goalMonitor business health status
Question"Where do we want to go?""How are we doing?"
MeasureSpecific and time-bound Key ResultsContinuous metrics, alert thresholds
AspirationAmbitious (60-70% achievement is success)Stable (100% achievement expected)
ExampleO: Dominate the EU market. KR: 500K new customers Q1KPI: MRR, Churn Rate, CAC, LTV/CAC

How to write good OKRs

L’Objective è qualitativo, ispirazionale e memorabile. “Diventare lo standard per l’analisi dati in Europa” funziona, “aumentare il revenue del 15%” no. I Key Results sono da tre a cinque risultati misurabili, ognuno con numero, baseline e target: “crescere da 120 a 400 aziende clienti enterprise entro Q4” è un buon KR, “aumentare i clienti enterprise” non lo è. La regola che separa i due casi è la distinzione tra attività e risultato. “Lanciare 3 webinar” è attività, “generare 200 MQL da webinar” è risultato.

KPI: which to choose

Un buon set di KPI ha tre qualità. È limitato, da cinque a dieci indicatori e non cinquanta, perché oltre i dieci il focus si perde. È bilanciato, perché tiene insieme leading indicator predittivi come la pipeline sales e lagging indicator storici come il revenue. Ed è azionabile: se il KPI si muove, sai cosa fare. “Tempo medio sul sito” non è azionabile, “tasso di conversione checkout” sì.


Reference: Doerr, J. (2018). Measure What Matters. Portfolio.

Formalizzare la relazione tra decisione, evidenza e rischio

Una formalizzazione non serve a complicare la lezione. Serve a rendere visibili le assunzioni, così uno stakeholder può discutere il criterio decisionale invece di fidarsi del risultato per autorità. È solida quando un altro analista può riprodurre la logica, criticare le assunzioni e arrivare alla stessa decisione partendo dagli stessi dati.

ElementOperational DefinitionControllo minimo
Unit of analysisOggetto su cui misuri il fenomenoUtente, account, evento, ordine o periodo
Variabile osservataSegnale che rappresenta il comportamentoDefinizione stabile e tracciabile
BaselineStato contro cui confronti il segnalePeriodo, segmento, controllo o benchmark
Soglia decisionalePunto in cui cambia l’azioneCriterio scritto prima della lettura
Rischio residuoErrore che può restare anche dopo l’analisiSensitivity check o revisione qualitativa

Un caso concreto

Un team ha KPI di output molto buoni ma OKR di outcome fermi. Il caso costringe a distinguere attività, risultato e comportamento incentivato, per evitare che una metrica comoda diventi il modo più rapido per allontanarsi dall’obiettivo. La domanda non è “qual è la definizione corretta?” ma “quale scelta diventa meno rischiosa se questa analisi è fatta bene?”.

Observed evidenceCautious interpretationRecommended action
The number improvesCould be a real effect or normal variationLook for comparison and segment
One segment changes more than othersThe aggregated average hides a differenceSeparate cohorts or use cases
Cost grows along with the resultImpact must be read on the marginEstimate trade-offs and sustainability

Netflix e la disciplina delle metriche

Netflix is a useful example because it has built many product decisions around observable behavioral signals: episode completion, search time before playback, abandonment after a few minutes, return in the following week, recommendation effectiveness. The point is not that every company should copy Netflix. The point is methodological: data is not treated as decoration but as decision infrastructure.

Quando Netflix valuta una modifica all’esperienza, come una nuova riga di raccomandazioni, una diversa immagine di copertina o un algoritmo di ranking, non misura solo il click immediato. Misura anche segnali di qualità: l’utente guarda davvero il contenuto, torna nei giorni successivi, riduce il tempo speso a cercare. Questa disciplina impedisce di ottimizzare vanity metric che sembrano positive nel breve ma danneggiano valore nel lungo periodo. Lo stesso principio vale per OKR e KPI: se il risultato non aiuta a scegliere tra due azioni alternative, l’analisi è incompleta.

SQL example: building a control view

The following pattern is intentionally generic but executable in most modern warehouses. The goal is to create an analytical base with metric, segment, and time window, so you can compare periods and groups without rewriting logic each time.

WITH base_events AS (
  SELECT
    user_id,
    account_id,
    event_type,
    event_time,
    DATE_TRUNC('week', event_time) AS week,
    source,
    device_type
  FROM events
  WHERE event_time >= CURRENT_DATE - INTERVAL '180 days'
    AND user_id IS NOT NULL
),
weekly_user_metrics AS (
  SELECT
    week,
    user_id,
    COALESCE(source, 'unknown') AS source,
    COALESCE(device_type, 'unknown') AS device_type,
    COUNT(*) AS total_events,
    COUNT(DISTINCT DATE(event_time)) AS active_days,
    COUNT(DISTINCT event_type) AS event_diversity,
    MAX(CASE WHEN event_type IN ('purchase', 'subscribe', 'activation') THEN 1 ELSE 0 END) AS reached_key_outcome
  FROM base_events
  GROUP BY week, user_id, source, device_type
)
SELECT
  week,
  source,
  device_type,
  COUNT(DISTINCT user_id) AS users,
  ROUND(AVG(active_days), 2) AS avg_active_days,
  ROUND(AVG(event_diversity), 2) AS avg_event_diversity,
  ROUND(AVG(reached_key_outcome) * 100, 2) AS key_outcome_rate
FROM weekly_user_metrics
GROUP BY week, source, device_type
ORDER BY week, source, device_type;

Questa query non pretende di essere la risposta finale. Serve a creare una superficie di osservazione fatta di trend, segmenti, differenze tra canali e variazioni nel tempo. Da qui l’analista può formulare ipotesi più precise e collegarle ai Key Results che sta seguendo.

Python example: checking stability and anomalies

A useful metric must be stable enough to guide decisions and sensitive enough to signal real changes. In Python, we can check for anomalous week-over-week variations.


# df contiene: week, segment, users, key_outcome_rate
# key_outcome_rate espresso in percentuale, es. 12.4

df = df.sort_values(['segment', 'week']).copy()
df['previous_rate'] = df.groupby('segment')['key_outcome_rate'].shift(1)
df['wow_change_pp'] = df['key_outcome_rate'] - df['previous_rate']
df['rolling_mean'] = df.groupby('segment')['key_outcome_rate'].transform(
    lambda s: s.rolling(4, min_periods=2).mean()
)
df['rolling_std'] = df.groupby('segment')['key_outcome_rate'].transform(
    lambda s: s.rolling(4, min_periods=2).std()
)
df['z_score'] = (df['key_outcome_rate'] - df['rolling_mean']) / df['rolling_std']

anomalies = df[df['z_score'].abs() >= 2].sort_values('z_score')
print(anomalies[['week', 'segment', 'key_outcome_rate', 'wow_change_pp', 'z_score']])

Il valore di questo controllo è pratico: evita di reagire a ogni oscillazione casuale, ma segnala quando una variazione merita investigazione. In azienda questo tipo di analisi può alimentare alert, review settimanali e retrospettive di prodotto.

Esercizio pratico

Parti da un livello base. Scrivi in cinque righe quale decisione concreta dovrebbe migliorare grazie a OKR e KPI, indicando metrica, unità di analisi, baseline e rischio principale. Se non riesci a nominare la decisione, il tema è ancora troppo astratto.

Al livello intermedio costruisci una tabella con quattro colonne: segnale osservato, interpretazione prudente, controllo necessario e azione consigliata. Usa almeno un caso in cui il segnale non basta per decidere. Al livello research-grade trasforma l’esercizio in un memo decisionale che includa assunzioni, criteri di esclusione, soglia di intervento, sensitivity check e una proposta di monitoraggio dopo la decisione. Come materiale puoi usare OKR, decision log, roadmap, retrospettive e survey interne, oppure un dataset sintetico con almeno 200 righe, una dimensione temporale, una dimensione segmento e una metrica di outcome.

Common mistakes to avoid

Il primo errore è lavorare su dati aggregati troppo presto. Una media globale può nascondere due segmenti che si muovono in direzioni opposte. Il secondo è non controllare la qualità del dato: eventi duplicati, tracking incompleto, timezone incoerenti e cambi di definizione producono conclusioni false. Il terzo è confondere correlazione e causalità: se gli utenti che usano una feature convertono di più, non significa che la feature causi conversione, perché potrebbero usarla proprio perché sono già più motivati.

C’è poi un errore di forma: usare OKR e KPI come etichetta tecnica invece che come criterio di scelta. Succede quando il team mostra un grafico senza decisione, una metrica senza baseline o una conclusione senza indicare quale assunzione potrebbe invalidarla. La domanda di controllo è semplice: se questo risultato fosse instabile, quale scelta sbaglierei? Per ridurre il rischio, ogni analisi dovrebbe includere almeno tre controlli: definizione esplicita della metrica, confronto per segmento e verifica contro un periodo precedente o un gruppo di controllo.

Verifica di comprensione

  1. Which concrete decision should this lesson improve?
  2. Which unit of analysis makes the problem measurable?
  3. Quale baseline useresti per evitare una lettura isolata?
  4. Quale assunzione, se falsa, cambierebbe la conclusione?
  5. Which output would you deliver to a non-technical stakeholder?

OKR e KPI vanno trattati come strumenti decisionali, non come argomenti da manuale. Il valore nasce quando colleghi problema, dati, metrica, segmentazione e azione, e quando distingui con chiarezza la direzione ambiziosa degli OKR dal monitoraggio stabile dei KPI. Una buona analisi non termina con “il numero è salito” o “il numero è sceso”, ma con una frase operativa: quale decisione prendiamo, con quale livello di confidenza, e quale metrica useremo per sapere se avevamo ragione.