
Case Study: Complete Executive Dashboard
Build an executive dashboard from scratch: from requirements to implementation.
What you will learn
- Definire tre KPI primari con definizione, denominatore, finestra e data di refresh
- Calcolare la retention a 30 giorni con coorte di attivazione e filtro di maturazione
- Eseguire la revisione pre-rilascio su date, denominatori e note di refresh
Case Study: Complete Executive Dashboard
Siamo sul binario ml-tabellare e questa è la lezione che mette insieme tutto il modulo: costruiamo una dashboard esecutiva da zero, dai requisiti alla messa in revisione.
Che cosa vedrai alla fine di questa lezione
La dashboard esecutiva completa collega requisiti, KPI, layout e revisione in un unico strumento decisionale. Il percorso, però, inizia molto prima del primo grafico.
La sequenza del progetto
- Raccogli le decisioni che la dashboard deve rendere più facili con owner e frequenza.
- Scegli tre KPI primari con definizioni,
baselinee soglie condivise. - Disegna il layout a piramide con trend e dettaglio per segmento.
- Fissa note interpretative, qualità dei dati e revisione mensile prima del rilascio.
Requisiti e KPI: il lavoro invisibile
Il team consegna al vertice crescita, retention e unit economics nella stessa schermata. La parte difficile ha quattro passi: scegliere i KPI primari, fissare i controlli di qualità, decidere il layout, scrivere note che evitino letture ingenue. Ogni KPI dichiara definizione, denominatore, finestra e data di refresh. Senza queste quattro voci la schermata resta un collage di grafici scollegati.
Verdetto: tre KPI con definizioni condivise battono venti grafici senza owner.
La retention per coorte, senza trucchi
La retention a 30 giorni richiede due elementi: una coorte definita dalla data di attivazione e un filtro temporale che esclude gli utenti senza 30 giorni di osservazione. Senza filtro il tasso risulta distorto, perché include utenti non ancora osservabili.
WITH cohort AS (
SELECT
user_id,
MIN(event_date) AS activation_date
FROM events
GROUP BY user_id
),
retention AS (
SELECT
c.activation_date,
COUNT(DISTINCT e.user_id) AS retained_users
FROM cohort c
JOIN events e ON c.user_id = e.user_id
AND e.event_date >= c.activation_date
AND e.event_date <= c.activation_date + INTERVAL '30 days'
GROUP BY c.activation_date
)
SELECT
activation_date,
retained_users,
ROUND(retention_rate * 100, 2) AS retention_pct
FROM retention;
La query separa attivazione e osservazione, così il confronto tra coorti resta valido nel tempo.
La revisione prima del rilascio
La checklist finale intercetta tre difetti: grafici con date diverse, metriche senza denominatore, refresh senza nota. Ogni voce produce una correzione prima della pubblicazione. Poi il processo di revisione mensile conferma definizioni, owner e soglie: una dashboard senza revisione degrada a ogni nuova sorgente aggiunta.
La dashboard che ha seguito il mondo in tempo reale
Il 22 gennaio 2020 il Center for Systems Science and Engineering della Johns Hopkins University guidato da Lauren Gardner pubblica una dashboard che mappa i casi di un nuovo coronavirus quasi in tempo reale. Nel giro di settimane diventa una delle pagine più visitate al mondo e viene citata da governi e telegiornali come fonte di riferimento. Il successo nasce da tre scelte esecutive: aggiornamento quotidiano dichiarato, definizioni uguali per tutti i paesi e una sola metrica guida per schermata. È la prova che una dashboard esecutiva vince quando risponde a una domanda sola ogni giorno, senza ambiguità.
Domande prima di chiudere il lavoro
- Quali tre KPI primari guidano la tua dashboard esecutiva?
- Quale coorte e quale finestra rendono confrontabile la retention?
- Quale controllo di qualità esegui prima della pubblicazione?
- Quale revisione mensile mantiene stabili definizioni e owner?
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Questi collegamenti portano la lezione dentro il resto del corso: basi da riprendere, passaggi successivi e connessioni tematiche tra moduli.